La questione Armena

cattedrale e chiese del Echmiatsin e Zvartnots

Il genocidio degli Armeni è da considerare come una delle prime pulizie etniche del Novecento, ma a tutt’oggi è quella meno conosciuta e ricordata.
Esso si riferisce a due avvenimenti distinti ma legati fra loro: il primo è relativo alla campagna contro gli armeni condotta dal sultano ottomano Abdul-Hamid II negli anni 1894-1896; il secondo è collegato alla deportazione ed eliminazione di armeni negli anni 1915-1916. Il termine genocidio è associato soprattutto al secondo episodio, che viene commemorato dagli Armeni il 24 aprile. Il 24 aprile 2010 è stato commemorato il 95º Anniversario del Genocidio Armeno.

Le origini della “questione armena” risalgono alla fine del XVI secolo, quando la grande e la piccola Armenia diventano province dell’Impero ottomano. Le difficoltà per gli Armeni cominciano con la legge coranica che li obbliga a sottostare a pesanti discriminazioni; ad alimentare la “questione armena” e a svilupparla concorrerà, a partire dal XVII secolo, anche l’ingerenza politica delle potenze europee.
Il conflitto con le autorità turche si internazionalizza nell’età dell’Imperialismo, col Trattato di Berlino e con lo sviluppo di un movimento politico rivoluzionario.
Il sultano Abdul Hamid, convinto che gli Armeni vogliano costituire uno stato nello stato, attua un violento massacro (300.000 Armeni uccisi) alla fine del XIX secolo. La prima guerra mondiale, che giustifica la presa di misure eccezionali, offre all’ Ittihad (Comitato turco Unione e Progresso) la possibilità di risolvere con la pulizia etnica la secolare questione. Nel 1923 si registra la totale assenza in Anatolia di elementi armeni e la loro Nazione è definitivamente cancellata dai protocolli del Trattato di Losanna del 1923.

Le autorità turche ad oggi definiscono «deportazione di massa a scopo difensivo» l'uccisione di circa due milioni di Armeni, realizzato dal governo dittatoriale dei Giovani Turchi dal ’15 al ’18 e proseguito fino al 1922.
Di fronte al perdurante negazionismo turco, l’unico contributo che si possa offrire agli Armeni sta nel rivisitarne l’Olocausto, a partire dalla loro complessa questione. Contro l’oblio della “questione armena” e il negazionismo turco, agli Armeni resta per il momento soltanto il riconoscimento del genocidio dei propri connazionali da parte dell’ONU, del Parlamento europeo, del Vaticano e di altri pochi Stati, tra cui l’Italia.

 

LETTURE DI APPROFONDIMENTO (da portare in viaggio)

La masseria delle allodole
di Antonia Arslan
"Il libro è ambientato nel 1914 in Anatolia, allo scoppio della prima guerra mondiale. Si apre con una descrizione di una famiglia armena, gli Arslanian. Quando il capofamiglia Hamparzum muore, della famiglia si deve occupare il suo secondogenito Sempad, poiché il primogenito Yerwant si è trasferito in Italia giovanissimo, dove è diventato un medico molto ricco e apprezzato. La morte del padre fa rinascere in Yerwant la voglia di ritornare a vedere il paese natale, e quindi inizia ad organizzare la rimpatriata con il fratello Sempad..."

 

SITI WEB DI APPROFONDIMENTO

- http://www.armeniadiaspora.com/

- http://www.arazarian.it/

- http://www.husher.org/

- http://www.padus-araxes.com/web/

- http://www.italiarmenia.it/