Armenia Cristiana – seconda parte

Armenia Cristiana 

 

Per non parlare deI monastero di Noravank, con l’ardita scala sulla facciata, e di quello di Gheghardt oppure i conventi di Hovhannavnk e di Saghmosavank mostrano un’architettura che rimanda al romanico italiano di “stile pisano”, entrambi a picco su di un canyon. Alcuni templi custodiscono le reliquie di martiri e santi, come e chiese di S. Hripsimé e di S. Gayané, mentre altri sono aperti al culto religioso, come la chiesetta di S. Zoravor del 1694, posta nel quartiere cittadino di Yerevan, e quella graziosa del villaggio di Karmravor, utilizzata per i matrimoni.

Armenia Cristiana – i riti sono diversi da quelli della religione cristiana Cattolica-Romana: il prete prega e canta rivolto verso l’altare rialzato (a lui solo riservato), mentre i fedeli assistono, fanno offerte e accendono candeline gialle; il sacramento del battesimo è abbinato a quello della cresima, e durante la cerimonia del matrimonio gli sposi vengono “incoronati”. A Echmiadzin si trova il “Vaticano” armeno, dove è custodita la “Lancia Sacra” che ha trapassato il costato di Gesù, un frammento dell’Arca di Noè, una Bibbia e altre reliquie minori.

 

 

Armenia Cristiana - Cattedrale Echmiadzin

Armenia Cristiana – Cattedrale Echmiadzin

 

 

Armenia Cristiana – in Armenia abbiamo anche gustato dei cibi genuini: la carne alla brace, i pomodori freschi, il “lavash” (simile al pane sardo) e il pane dolce come dessert; ed ammirato splendidi paesaggi naturali: dalla foresta di Haghartsin (con le querce infuocate dai colori autunnali) al lago “alpino” di Sevan, fino al monastero peninsulare di Arakelots, con i gentili venditori di souvenir artigianali e di strumenti musicali.

Armenia Cristiana – gli armeni – apprezzati commercianti fin dall’antichità – sono stati uccisi e dispersi in una diaspora mondiale, ma non hanno mai dimenticato il proprio paese. All’epoca dell’Impero Romano, l’Armenia si estendeva tra il Mar Nero, il Mar Caspio e i Mammalucchi, che ne hanno ridotto la sua estensione territoriale. Sono un popolo fiero e geloso della propria storia e cultura: hanno un alfabeto “sacro”, composto da 36 lettere (più 3 aggiunte successivamente), creato da Mashtots.

Armenia Cristiana – la moneta nazionale è il Dram e la bandiera ha tre strisce orizzontali di colore rosso, blu e arancione. L’economia del Paese si basa, in parte, sulle rimesse americane degli armeni della diaspora, ma soprattutto sull’agricoltura (la coltivazione del tabacco) e sulla pastorizia (le note pecore “Astrakan” dal sedere grosso), sull’industria chimica e l’attività tessile (i rinomati tappeti di fattura antica), sull’estrazione e la lavorazione delle pietre-minerali di ossidiana, basalto e granito. Per gli stranieri, però, il paese è strategico per l’energia e perché l’Armenia di un gasdotto transnazionale.

Armenia Cristiana – nella capitale Yerevan (di fronte al nuovo stadio di calcio) sono da visitare l’interessante casa-museo dell’artista d’avanguardia, nonché regista Sergei Parajanov; il museo Matenadaran, dove sono conservati pergamene, stampe d’arte, 17.000 manoscritti e preziose opere miniate; e quello della fortezza Erebuni, dove è esposta una targa in caratteri cuneiformi che riporta la data di fondazione dell’attuale capitale (782 a.C.).

Armenia Cristiana – di sera, nella Piazza della Repubblica – tra il Palazzo del Governo, il Museo Nazionale di Storia e il Teatro dell’Opera – si può ammirare lo spettacolo Fontane di Luci e Musica, oppure si può salire alla Cascade che dalla collina domina tutta la città. Lungo la via d’accesso alla lunga scalinata si possono ammirare due sculture dell’artista Botero ed alcuni localini caratteristici molto accoglienti.

Armenia Cristiana – fine seconda parte

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